Gigacon Caserta: il debutto della fiera targata Hidden Door

L’ultima nata in casa Hidden Door Srl si presenta al pubblico con un esordio che non teme il confronto con le “sorelle maggiori” del centro e nord Italia, come Megacon Genova, Ultracon Cremona o le varie edizioni di Gamics e Como Fun. Nonostante fosse alla sua prima edizione, Gigacon Caserta ha saputo ereditare un format consolidato, proponendo un palinsesto ricco e variegato.

Gli ospiti: un parterre di stelle

L’entusiasmo dei fan è stato acceso sin dai primi annunci social, che hanno svelato quattro nomi iconici: Cristina D’Avena, Giorgio Vanni, Anna Mazzamauro e Giovanni Muciaccia. Ma questi grandi protagonisti erano solo la punta dell’iceberg di un elenco di artisti che si è arricchito costantemente fino a pochi giorni dal via.

Per il comparto musicale, oltre ai giganti delle sigle D’Avena e Vanni, il pubblico campano ha riabbracciato lo spettacolo Disneiamo che ritorna in Campania dopo Anime in fiera nel 2023. Sul palco, Stefano Bersola e Pietro Ubaldi, affiancati da Giorgia Vecchini ed Eleonora Segaluscio (subentrata a Letizia Turrà), hanno emozionato la platea con i classici intramontabili dei capolavori Disney, da Aladdin a Frozen.

Fumetto e Artist Alley

Il settore “Comics” ha visto brillare la stella di David Lloyd, l’artista britannico celebre in tutto il mondo per aver illustrato il capolavoro V for Vendetta su testi di Alan Moore.

Insieme a lui, una nutrita rappresentanza di talenti ha animato l’Artist Alley: da Pasquale Qualano con la scuola Vesevus a nomi come Tina Valentino, Francesco Barbieri, Luca Maresca e molti altri. Gli artisti si sono spesi senza sosta per l’intera durata dell’evento, regalando sketch e disegni ai numerosi appassionati.

Cultura Pop, Intrattenimento e Retrogaming

La fiera ha offerto momenti di incontro di grande spessore:

  • Giovanni Muciaccia: il volto di Art Attack ha condiviso aneddoti della sua carriera televisiva, concedendosi poi per le immancabili foto ricordo.

  • Anna Mazzamauro: l’indimenticabile Signorina Silvani ha incantato il pubblico raccontando le origini del suo personaggio. Ha rivelato che inizialmente si presentò per il ruolo della moglie di Fantozzi ma, risultando “troppo bella” nel provino con Luciano Salce, venne scelta per la parte della storica impiegata desiderata dal ragioniere.

  • Gaming e Retro: Un’area imponente è stata dedicata ai videogiochi, con circa 100 cabinati vintage trasportati da Vicenza grazie ad Antonio Nati di Arcade Story. Quest’ultimo, insieme a Don Patrizio Coppola (Padre Joystick), ha dato vita a talk sull’epopea dei videogiochi e sul gaming come strumento educativo.

Non sono mancati spazi per i LEGO, lo showcooking dello Chef Hiro, e il mondo del doppiaggio con le voci di Emanuela Pacotto, Flavio Aquilone e Renato Novara. Il web è stato rappresentato da Yotobi, mentre la cultura coreana e il cosplay hanno dominato con contest e performance, tra cui quella della idol Shizen accompagnata dalla Xception Crew.

Analisi critica: Luci e Ombre

Sebbene il bilancio finale sia positivo e la fiera abbia mostrato un enorme potenziale per diventare un punto di riferimento accanto al Napoli Comicon, ci sono alcuni aspetti che meritano una riflessione per il futuro.

  • Carenza Culturale: Nonostante lo slogan citasse “fumetti e cultura pop”, il lato culturale è apparso sottotono. È stata lamentata l’assenza di mostre, di case editrici (ad eccezione di Mirage Comics) e di una vera offerta di albi a fumetti tra gli stand. Per chi cerca contenuti che vadano oltre lo shopping, l’evento è risultato a tratti “sterile”, somigliando più a un mercato di merchandising e food.

  • Strutture per i Talk: Gli incontri culturali sono stati relegati in uno spazio scarno e improvvisato in un corridoio, separato solo da un pannello di compensato. Una soluzione esteticamente poco gradevole e poco funzionale per eventi di questo calibro.

  • Logistica e Parcheggi: Situato in una zona industriale raggiungibile solo in auto, il polo fieristico ha mostrato i primi limiti del parcheggio, con molte vetture costrette a sostare in strada. Con una crescita dell’affluenza, questo potrebbe diventare un punto critico.

In conclusione, Gigacon Caserta è una scommessa vinta a metà: promossa per gli ospiti e l’energia, ma chiamata a migliorare l’allestimento delle aree conferenza e la profondità dei contenuti culturali. La speranza è che la seconda edizione possa colmare queste lacune, confermando le ottime potenzialità dimostrate in questo debutto.

Gigacon Caserta: il debutto della fiera targata Hidden Door

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