I 50 anni di Gaiking al Napoli Comicon 2026

Secondo articolo dedicato al panel organizzato dall’Associazione Culturale Vite da Peter Pan con Maurizio Maui Nataloni e Gabriele Cioffi dedicato ai 50 anni di due anime che hanno segnato il pubblico italiano: Candy Candy e Gaiking il robot guerriero.

Dopo aver parlato, nella prima parte dell’approfondimento, della celebre eroina creata negli anni ’70, è il momento di concentrarsi su Gaiking, il robot guerriero che ha lasciato un segno importante nell’immaginario degli appassionati di anime mecha.

Le origini di Gaiking

Conosciuto in Giappone come Daikū Maryū Gaiking, Gaiking il robot guerriero arrivò in Italia nel 1979, tre anni dopo il debutto originale avvenuto nel 1976 sull’emittente Fuji TV. Fin dal principio, la serie si distinse dagli altri anime robotici dell’epoca grazie a un’impostazione narrativa molto diversa rispetto ai classici del genere.

Pur avendo in Sanshiro Tsuwabaki il protagonista principale, l’anime dedica ampio spazio all’intero equipaggio. Soprattutto nella prima parte della serie, molti episodi si concentrano sulle storie personali dei vari personaggi, alternando momenti individuali e dinamiche corali che arricchiscono il racconto.

Un altro elemento innovativo è rappresentato dall’ambientazione. Al posto della classica base fissa tipica di molti robot anime, Gaiking introduce un’enorme base mobile: il drago spaziale Daikū Maryū. La struttura, che durante la notte attracca sotto il faro di Omezak, non resta in attesa degli attacchi nemici ma si muove continuamente per affrontarli. Questo permette alla serie di esplorare scenari differenti e ispirati a luoghi realmente esistenti, come le piramidi egizie, le linee di Nazca e i Moai dell’isola di Rapa Nui, meglio conosciuta come Isola di Pasqua.

La sceneggiatura intreccia fantasia e riferimenti storici, creando una narrazione originale e ricca di fascino. Un esempio significativo è l’episodio 18, “L’Arca di Noè”, in cui gli abitanti di Zela — un pianeta destinato a essere distrutto da un buco nero — tentano di trasferirsi sulla Terra inviando sia civili che militari con l’obiettivo di colonizzarla.

L’anime, però, evita la semplice contrapposizione tra buoni e cattivi. Gli abitanti di Zela vengono infatti mostrati, nella maggior parte dei casi, come persone comuni in cerca di una nuova casa dove vivere pacificamente. A trasformare il conflitto in guerra è Darius il Grande, automa creato per salvare il suo popolo ma convinto che la convivenza con gli esseri umani sia impossibile. La sua decisione di assoggettare la Terra porterà inevitabilmente allo scontro.

Il dramma della guerra

A differenza di serie come Mazinga, Jeeg o Goldrake, dove gli invasori sono immediatamente identificabili come antagonisti assoluti, Gaiking sceglie una strada più complessa e sfumata.

Questo approccio emerge già nel terzo episodio, “La morte del ribelle”, che mostra senza filtri il sistema militare imposto dalle forze di Darius. I soldati vengono costretti con la forza a trasformarsi in “Uomini uccello” attraverso lavaggi del cervello e modificazioni fisiche.

L’episodio racconta la tragedia di un padre che si oppone all’arruolamento forzato. L’uomo viene trascinato via dai militari dopo aver assistito all’uccisione della figlia Laza da parte del comandante responsabile del reclutamento. Quel trauma genera in lui un odio così forte da resistere persino al condizionamento mentale imposto dai suoi superiori.

Trasformato nel soldato numero 803, l’uomo tenterà di aiutare Sanshiro e Gaiking nella lotta contro Darius. Dopo un iniziale clima di diffidenza, riuscirà a conquistare la fiducia dei terrestri, ma verrà nuovamente catturato e sottoposto a una trasformazione ancora più invasiva. Questa volta il lavaggio del cervello avrà successo.

Nel combattimento finale, Sanshiro riconoscerà la sua voce ma sarà costretto a eliminarlo. Poco prima della morte, però, il numero 803 riuscirà a riacquistare la propria coscienza, spegnendosi con il desiderio di poter raggiungere nuovamente la moglie e la figlia.

Si tratta di uno degli episodi più drammatici dell’intera serie, capace di mettere lo spettatore davanti a una riflessione amara sulla guerra. Il soldato che all’inizio dell’episodio aveva ucciso Laza e trascinato via suo padre era probabilmente, a sua volta, un uomo comune: forse un marito, un padre o un figlio trasformato dalla follia del conflitto in uno strumento di violenza.

La leggenda sull’autore di Gaiking

Per molto tempo Gaiking è stato considerato una creazione di Go Nagai, autore leggendario legato ai franchise di Mazinga, Jeeg e Goldrake.

Secondo la versione più diffusa tra i fan, il mangaka non avrebbe mai riconosciuto ufficialmente la serie a causa di contrasti con Toei Animation legati all’assenza del suo nome nei crediti della sigla.

La realtà, però, sarebbe diversa. Come spiegato da Giovanni Lazzini nel volume Gaiking la leggenda continua, la serie nacque dal lavoro di un team interno alla Toei, con la collaborazione della Dynamic Planning — società fondata proprio da Go Nagai — coinvolta principalmente nella progettazione del mecha in alcuni episodi.

Gli autori principali dell’opera sarebbero invece lo sceneggiatore Mitsuru Kaneko, il character designer Akio Sugino e il mecha designer Dan Kobayashi.

L’interruzione della collaborazione tra Dynamic Planning e Toei sarebbe stata causata da questioni economiche legate ai diritti internazionali di sfruttamento di Mazinga Z. Dopo la rottura, dalla puntata 23 il nome della Dynamic Planning scompare dai titoli della serie e anche il design del robot subisce alcune modifiche.

Il remake del 2005 e il film mai realizzato

Nel 2005 Gaiking è tornato con un remake che ha mantenuto il design storico del robot e del drago spaziale, riscrivendo però completamente personaggi e trama.

Questa nuova versione ha contribuito a riportare il franchise sotto i riflettori, conquistando sia i fan storici sia una nuova generazione di spettatori grazie anche a un protagonista molto più giovane rispetto alla serie originale.

Nel 2011, inoltre, iniziò a circolare online una clip in CGI che anticipava un possibile film dedicato a Gaiking. Il progetto suscitò grande curiosità tra gli appassionati e sembrava promettere una trasposizione spettacolare, ma il lungometraggio non venne mai realizzato.

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