Domenica 3 maggio 2026 si è conclusa la XXVII edizione del Napoli Comicon, che anche quest’anno ha fatto registrare numeri impressionanti: ben 183.000 presenze, nuovo record per la manifestazione.
Il Comicon si conferma così uno degli appuntamenti più attesi non soltanto dagli appassionati di fumetti e animazione, ma anche da chi desidera vivere alcuni giorni immerso nell’universo della cultura pop, tra colori, musica, spettacoli, ospiti internazionali e incontri dedicati al mondo dei comics, del cinema e della televisione.
All’interno di un programma sempre più ricco e contemporaneo, trova però ancora spazio anche la memoria storica dell’animazione giapponese degli anni ’70 e ’80: quella che ha dato vita alla cosiddetta “Goldrake Generation”, cresciuta con robottoni, drammi sentimentali e personaggi rimasti impressi nell’immaginario collettivo.
Conservare questo patrimonio culturale è importante, soprattutto oggi che gran parte degli eventi pop guarda prevalentemente alle nuove tendenze. A mantenere viva quella memoria ci pensa da anni l’Associazione Culturale Vite da Peter Pan, impegnata nel raccontare e valorizzare il fenomeno televisivo di un’epoca in cui i ritmi erano scanditi dai palinsesti e dagli appuntamenti fissi davanti alla tv.
Anche per il 2026 l’associazione ha proposto un percorso emozionale fatto di immagini, video e curiosità dedicati ai grandi classici dell’animazione. Tra gli incontri più seguiti c’è stato quello dedicato ai 50 anni di Candy Candy e Gaiking il robot guerriero presentato da Maurizio Maui Nataloni e Gabriele Cioffi. In questo approfondimento ci concentriamo sul primo titolo, rimandando a un prossimo articolo lo speciale dedicato a Gaiking.
Candy Candy, l’orfanella che ha segnato un’epoca
Quando si parla di Candy Candy, spesso si pensa immediatamente a una protagonista perseguitata dalla sfortuna. In effetti la vita di Candy è costellata di sofferenze e difficoltà, anche se non è l’unico personaggio dell’animazione giapponese ad aver vissuto drammi intensi: basti pensare a Remi senza famiglia.
La storia, ideata da Kyoko Mizuki e illustrata da Yumiko Igarashi, segue la crescita di Candy e dei personaggi che la circondano, raccontandone maturazione, delusioni e conquiste personali attraverso un percorso fatto di pochi momenti felici e molti dolori.
Tutto inizia davanti alla Casa di Pony, orfanotrofio situato nei pressi del lago Michigan e gestito da Miss Pony e Suor Maria. Qui vengono abbandonate due neonate: Candy e Annie. Le due crescono insieme e sviluppano un legame profondissimo, destinato però a spezzarsi quando verranno adottate da famiglie differenti.
Candy finirà nella famiglia Legan, dove dovrà subire le angherie di Iriza e Neal, due giovani aristocratici che renderanno la sua vita estremamente difficile. Nel corso dei 115 episodi della serie, però, saranno molti gli eventi destinati a lasciare il segno sia nei personaggi sia negli spettatori.
I momenti più drammatici della serie
La separazione da Annie
Il primo grande trauma arriva quando Annie viene adottata dalla ricca famiglia Brighton. Per Candy è il primo vero dolore: la separazione dall’amica con cui aveva condiviso tutta l’infanzia alla Casa di Pony.
La morte di Anthony
Uno dei momenti più iconici e traumatici dell’intera serie è senza dubbio la morte di Anthony, il ragazzo amato da Candy e corteggiato anche da Iriza. Durante una battuta di caccia, il cavallo del giovane resta intrappolato e, imbizzarrito dal dolore, lo disarciona. Anthony cade violentemente a terra e muore davanti agli occhi della protagonista.
L’amore impossibile con Terence
Terence rappresenta il classico “bello e dannato”: ribelle, impulsivo, affascinante e fuori dagli schemi. Tra lui e Candy nasce inizialmente un rapporto conflittuale che si trasforma progressivamente in un amore profondo.
Il destino, però, si rivela ancora una volta crudele. Durante le prove di uno spettacolo teatrale, Susanna Marlowe salva Terence dalla caduta di una struttura scenica sacrificando una gamba. Dopo l’amputazione, Terence sceglierà di restarle accanto per senso di responsabilità, rinunciando così a Candy.
La morte di Stear
Anche la Prima guerra mondiale entra nella trama della serie in maniera drammatica. Stear, cugino di Anthony e fratello di Archie, perde la vita durante un combattimento aereo, lasciando nel dolore Candy, Annie e Patti, la sua fidanzata.
Una storia di sofferenza ma anche di crescita
Nonostante i tanti momenti tragici, Candy Candy offre anche episodi più leggeri e positivi. La serie accompagna la protagonista fino alla maturità, rivelando infine il mistero del “principe della collina”.
Quel personaggio enigmatico altri non è che Albert, figura centrale della storia che si scoprirà essere anche lo zio William, il benefattore che ha sempre protetto Candy nell’ombra. Un espediente narrativo chiaramente ispirato al film Papà Gambalunga del 1955 con Fred Astaire e Leslie Caron.
Alla fine Candy riesce a superare soprusi, perdite e difficoltà, diventando infermiera e tornando poi alla Casa di Pony come educatrice.
Il messaggio della serie è ancora oggi estremamente forte: la vita può essere dura e ingiusta, ma attraverso determinazione, affetti sinceri e forza interiore è possibile trovare il proprio posto nel mondo.
Perché Candy Candy è sparito dalla televisione?
La vicenda legata ai diritti di Candy Candy è piuttosto complessa. Tutto nasce dai contrasti tra le due autrici, Kyoko Mizuki e Yumiko Igarashi, che nel 1995 acquisirono i diritti dell’opera precedentemente detenuti da Kodansha.
La situazione degenerò nel 1997, quando la Igarashi cedette alcuni diritti senza autorizzazione, tra cui quelli per un manga destinato a Hong Kong e per le Purikura giapponesi, le celebri cabine fotografiche decorate con immagini del personaggio.
A questo si aggiunse la distribuzione non autorizzata di DVD in vari paesi, tra cui Canada, Francia, Germania e Messico. Episodi che portarono la Mizuki a bloccare qualsiasi sfruttamento internazionale dell’opera, forte della propria quota di proprietà del marchio.
In Italia il manga arrivò comunque integralmente grazie all’edizione pubblicata da Fabbri negli anni ’80, anche se con le tavole ribaltate secondo il formato occidentale.
I diversi finali di Candy Candy
Sul finale della serie esiste ancora oggi molta confusione tra gli appassionati.
Il finale dell’anime
Nell’episodio conclusivo Candy scopre che Terence ha lasciato Susanna e spera di poterlo incontrare nuovamente. Nel frattempo torna alla Casa di Pony come infermiera ed educatrice, mentre una voce narrante lascia intendere che il loro amore non sia mai realmente finito.
Il finale alternativo italiano
In Italia venne realizzato un film di montaggio che assemblava scene dell’anime per suggerire un ricongiungimento definitivo tra Candy e Terence, creando così un epilogo differente rispetto all’originale.
Il finale del manga
Nel manga, invece, il finale prende una direzione diversa: Candy sposa Albert, mentre non vi sono elementi che facciano pensare a un ritorno di Terence.
La celebre sigla e l’errore del “gatto”
La sigla italiana di Candy Candy è ancora oggi una delle più amate nella storia delle televisioni italiane dedicate ai cartoni animati. Parte della sua notorietà è legata anche a un curioso errore nel testo.
La melodia nacque inizialmente per Lassie. Olimpio Petrossi, responsabile della sezione Original Cast della RCA, scelse infatti un provino realizzato da Douglas Meakin il cui ritornello recitava “Lassie oh Lassie…”. Quando quella sigla non venne più utilizzata, il brano fu riadattato per Candy Candy, trasformandosi nel celebre “Candy oh Candy…”.
Il testo fu affidato a Lucio Macchiarella che, osservando alcune immagini della serie, annotò erroneamente la parola “gatto”. Da qui nacque il verso “e a spasso col suo gatto se ne va”, nonostante l’animale che accompagna Candy fosse in realtà un procione.
L’errore passò inosservato e la canzone venne incisa senza modifiche, diventando comunque un successo assoluto. Del resto, come ironizzò lo stesso Olimpio Petrossi, “a spasso col suo procione se ne va” non avrebbe avuto la stessa musicalità.
Sopresa finale al panel
Il mangaka Gabriele Cioffi nel corso del panel ha realizzato uno shikishi celebrativo che è stato estratto a sorte tra i presenti a fine talk.




