Intervista a Junichi Hayama

Grazie alla Nippon Shock di Adriano Forgione, il Sensei Junichi Hayama è stato ospite a Napoli per la presentazione della versione italiana del suo libro “Brush Work”.

Coadiuvato dal bravissimo traduttore Edoardo Serino, abbiamo fatto due chiacchiere con questo grandissimo e simpatico artista.

Si è svolto ieri, 4 giugno 2019, presso la sede del Carfora Shop di Gianluca Palazzo, l’incontro tra il Sensei Junichi Hayama e il fan in occasione della pubblicazione della versione italiana del suo volume Brush Work edito fino ad oggi solo in giapponese.
Adriano Forgione della Nippon Shock, dopo il volume dedicato a Leiji Matsumoto (ne abbiamo parlato qui), pubblica un secondo capolavoro lanciando la Nippon Shock in progetto editoriale ambizioso e allo stesso tempo magnifico.
Ad impreziosire l’incontro era presente la Wayne Factory di Antonio Gallo con il suo strepitoso cosplay di Tekkaman che ha ricevuto i complimenti sel Sensei Junichi Hayama e la sua stima per la “sofferenza” dovuta al costume (faceva decisamente caldo).

Maestro, quali sono i prossimi progetti?
Diciamo che non potrei parlarne ma di base ancora non lo so e sto valutando diversi lavori. Ma ci penserò una volta tornato in Giappone.

La sua tecnica riesce a caratterizzare i personaggi in maniera unica rendendoli efficaci nonostante non siano nativamente dei suoi. Quale artista ha caratterizzato il suo tratto
Rispondere tutti sarebbe difficile, ma sicuramente i grandi classici tra cui tre in particolare che sono: Go Nagai, Shotaro Ishinomori e Osamu Tezuka. Quando era alle medie amava molto Tomonori Kogawa (alcune opere: Ideon, Yamato, Kyashan il remake, Tekkaman Blade) Yoshikazu Yasuhiko (alcune opere: Gundam, Raidee, Star Blazers, Zambot 3, Combattler V, Jane e Micci). Masami Suda è stato sicuramente uno dei Maestri da cui ho preso molto e con cui ha lavorato subito dopo il liceo senza aver mai fatto nessuna scuola di specializzazione.
E ovviamente i tanti artisti italiani come Michelangelo che in quanto geni mi hanno ispirato

Qual è stato il personaggio più difficile tecnicamente e interpretativamente da interpretare e perché
I personaggi con stile realistico sono i più facili da realizzare, tipo i Supereroi americani o personaggi come quelli di Slam Dunk. Quelli più complessi sono quelli “pucciosi” perché lì conta molto il visual e tutti fronzoli, i fiocchetti e cose particolari di questi personaggi sono abbastanza difficili da rendere al meglio.

Hiedaki Anno ha dichiarato che i ritmi di realizzazione degli anime sono molto cambiati e che oggi si lavora molto più per il fan service piuttosto che per i desideri di chi c’è dietro l’animazione stessa a differenza di quello che avveniva negli anni 70 dove gli autori realizzavano prodotti più vicini a quello che volevano.
Il fan service fa vendere e quindi è giusto che ci sia perché lo scopo principale di un cartone animato. Però ci deve essere un limite. Se aiuta a portare nuovo pubblico, va bene e le case di produzione sono contente e quindi anche se si lavora senza l’anima e la passione che c’era prima si deve fare dato che ora è un business e non si può fare diversamente.
Il cambiamento dagli anni 70 a oggi è fondamentalmente nell’obbiettivo finale che era quello di vendere ai bambini i giocattoli associati. Adesso gli anime invece sono rivolti a quei bambini che oggi sono degli otaku e comprano i Chogokin.

Come vede la massiccia introduzione della CGI negli anime moderni e quanto conta ancora la figura del character design considerato che oggi sviluppata l’idea iniziale viene poi rielaborato in digitale.
Il 3d è bello da vedere ma l’animazione di una volta ha il suo fascino. Secondo me l’animazione 2d fatta con matita e carta non morirà mai.

Mazinga Z è una rappresentazione meccanica di un dio così come l’Eva è a tutti gli effetti un dio. Cosa è realmente cambiato negli anni da Mazinga Z all’Evangelion 01
E’ difficile rispondere a questa domanda e forse voi ne sapete più di me. Hideaki Hanno è stato ispirato molto da Mazinga Z quindi se guardiamo approfonditamente il primo episodio di Eva potremmo trovare tante somiglianze con il robot di Go Nagai. La cosa importante è che entrambi sono bei cartoni e sopravvivono nel tempo.

Avendo vissuto tutta l’animazione storica degli anni 70 ha visto anche anime che in alcuni casi sono stati degli spartiacque come Mazinga, Gundam ed Evangelion. E’ possibile pensare che ci sia qualche altro anime che possa essere considerato così innovativo come i tre robot citati?
Vorrei saperlo da voi che sicuramente siete più ferrati.
…E’ difficile, probabilmente Gurren Lagan
Oooh, mi hai colpito al cuore. Sono molto d’accordo con la tua risposta!

A fine incontro è stato fatto un sorteggio tra i presenti e la dea bendata ha voluto che il vincitore fossi io (ma vieniiiiiiiii).
Ecco il video dello sketch realizzato in soli 7 minuti (il video è velocizzato).

Dopo l’intervista e il firmacopie, la serata è proseguita a cena dove il Sensei ci ha raccontato altre chicche, tra cui la nascita della collaborazione con Shingo Araki che lo ha portato poi a lavorare su Saint Seya Hades.
Il Maestro Araki ed io abbiamo lavorato su un pilot della serie americana “Bonanza” che però non vide mai la luce. Successivamente a questo lavoro, si è ricordato di me e mi ha contattato per lavorare su alcuni episodi della mini serie Hades dei Cavalieri dello Zodiaco.

Il suo tratto è molto caratteristico, come ha fatto a riprodurre il tratto di Shingo Araki e il suo stile su “Le bizzarre avventure di JoJo” riuscendo al tempo stesso a mantenere la sua tecnica?
Non è stato facile perchè i lavori di Araki rendono molto meglio sui manga che negli anime. A mio avviso i primi due episodi di JoJo sono venuti bene ma i successivi non mi hanno soddisfatto perchè i disegnatori che lavoravano con me non erano capaci di darmi quello che volevo. E infatti gli ultimi due episodi li ho dovuti ridisegnare totalmente io da zero.

Tra un assaggio di cibo napoletano e una serie di brindisi, il Sensei Hayama ha immortalato la serata con molte foto divertenti ma che al momento non abbiamo dato che sono sul suo cellulare.
Ma ci accontentiamo di questo scatto di fine serata a memoria di una giornata bellissima!

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