Your Name di Makoto Shinkai

Makoto Shinkai, con questo suo ultimo lavoro “Your Name.” si consacra come uno dei più grandi artisti del panorama nipponico degli ultimi anni al punto che ormai molti lo definiscono l’erede di Hayao Miyazaki.
Un paragone pesante, o meglio “imbarazzante” come lo stesso Shinkai dichiara. Ma sta di fatto che dopo “5cm per secondo” e “Il giardino delle parole”, “Your Name.” è di fatto un capolavoro di animazione e scenografie con una grafica a dir poco eccellente con una trama seppur a tratti complessa (specie nella parte finale in cui si comincia ad interferire con la continuità temporale) ma allo stesso tempo molto spirituale e toccante.

La trama non è originalissima in quanto di storie che raccontano lo scambio di personalità nei corpi (il body swap) ce ne sono tanti ma in questo caso c’è una sostanziale differenza che rende questi scambi molto più interessanti di quelli già visti in altre sceneggiature, ovvero la reversibilità casuale dello scambio.
E quindi la ragazza di paese Mitsuha e il ragazzo di città Taki, vivono questi curiosi (e inspiegabili) risvegli l’uno nel corpo dell’altro in maniera ciclica facendo si che i due adolescenti, pur non conoscendosi fisicamente, inizino a conoscere se stessi attraverso il corpo dell’altro (divertente la scena in cui ogni mattina che Taki si sveglia nel corpo di Mitsuha si tocca i seni con curiosità e tipico piacere maschile con la sorella più piccola che entra nella stanza praticamente ogni volta che le mani si autopalpano).

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Mitsuha e Taki in Your Name di Makoto Shinkai

Makoto Shinkai riesce a distinguere in maniera ben netta la storia di “Your Name.” in due momenti ben distinti creando due stati emozionali molto diversi tra loro che poi confluiranno in un finale forse un po’ macchinoso e di difficile comprensione ma che nelle scene finali darà modo alle emozioni di scatenarsi.
La prima parte del lungometraggio è leggera, divertente e di “analisi”. Le insicurezze e le “mancanze” di uno vengono colmate o “aggiustate” dall’altro quando si trovano nei ruoli invertiti. E allora ecco che Taki diventa più aggraziato nei modi di fare conquistando l’interesse della sua “collega” capo cameriera che resta colpita dalla sua “parte femminile” ignara che dietro determinati atteggiamenti c’è appunto la sensibilità di una donna. Così come Mistuha diventa oggetto del desiderio dei ragazzi della scuola (e anche di qualche ragazza…) oltre a manifestare un carattere più “sicuro” e mascolino.
Uno scambio di corpi che diventa anche uno scambio di anime e attraverso una narrazione suggestiva vediamo la nascita di un sentimento reciproco che sembra non essere (al momento) destinato ad essere vissuto.
La seconda parte è invece più drammatica e se vogliamo, impegnativa. All’ombra dell’evento relativo al passaggio di una cometa nell’atmosfera terrestre che catalizza l’interesse sia degli abitanti di Itomori (dove vive appunto Mistuha con la sorellina e la nonna), che quelli di Tokio (dove vive Taki insieme ai suoi amici), si sviluppa quello che poi diventa il canovaccio di tutta la parte finale di “Your Name.” che porterà i due protagonisti ad uno scambio di interazioni al limite del comprensibile ma che, non soffermandosi troppo sulla possibili spiegazioni, farà si che la storia possa cambiare creando un nuovo flusso temporale.

Your Name di Makoto Shinkai

Your Name. di Makoto Shinkai arriva in Italia dopo il grande successo in Giappone

Senza fare spoiler per chi non ha avuto modo di vedere questo film, dietro il finale c’è un messaggio (tipico) del Giappone che si rialza dopo la bomba di Hiroshima come a ricordare di quanto il popolo del sol levante sia sempre stato bravo in passato a risollevarsi dalle disgrazie.
Un film semplice ma allo stesso tempo complesso dove la ricerca del “nome” dei due personaggi è un richiamo alla ricerca della comprensione di se stessi, della propria anima e, citando una frase del film “di qualcosa o di qualcuno”.
Un continuo salto tra il Giappone antico con le sue tradizioni più radicate (in questo caso del paesino di Itomori appunto) dove per lo più si cammina in bici e a piedi e quello moderno in cui la Tokyo tecnologica e all’avanguardia è vissuta attraverso l’uso degli smartphone, le metropolitane e le automobili.
Un contrasto non solo ambientale ma anche di colori e suoni. Lo stesso contrasto che vivono le due personalità insoddisfatte dei due adolescenti (nessuno dei due stava vivendo la vita che voleva) ma nella comunione delle loro anime troveranno l’equilibrio e la pace che cercavano facendoci tornare nuovamente in quel turbinio di emozioni (e con qualche lacrimuccia) nelle scene finali.

Insomma, “Your Name.” è un film da vedere assolutamente e lo dimostra anche il successo strepitoso avuto in Giappone dove per la prima volta un anime non di Miyazaki ha superato i 140 milioni di dollari di incasso diventando il quinto più grande successo della storia.

“Ovunque tu possa essere nel mondo… Verrò a cercarti”
Taki

Your Name di Makoto Shinkai

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