Stefano Mandolese ci lascia…

Ue Stefano, tutto ok? Appena hai un attimo ci vediamo che facciamo un’articolo / intervista su di te e i tuoi lavori su Vite da Peter Pan.
“Maurì con piacere. Sto un attimo incasinato con il trasloco perchè sto cambiando casa ma appena mi libero ci organizziamo!”

Poi il tempo è passato e tra un impegno e l’altro quell’articolo non lo abbiamo fatto più. E purtroppo non ci sarà più possibilità.
Si perchè stanotte (27 febbraio 2018) Stefano è andato via. Una notizia che ha lasciato basiti tutti quelli che lo conoscevano. Una di quelle cose che quando le vieni a sapere fai fatica a credederci… quasi come dire che cade la neve a Napoli al punto da farla sembrare Roccaraso.
Eppure oggi la neve è caduta al punto da imbiancare tutta la città e questa notizia così assurda va di pari passo con quella della scomparsa di Stefano.

Un ricordo del passato

Era il 1997 e i tanti appassionati di fumetto si incontravano nella fumetteria Infinity Shop dove tra un commento sui supereroi Marvel/Dc e uno sugli artisti di quegli anni, si passavano momenti “nerd” tra amici e conoscenti che incontravi quasi sempre a ridosso delle date di uscita degli albi mensili.
Stefano era un appassionato, ma anche un disegnatore. A lui infatti si deve il logo del Napoli Comicon che fu omaggiato a Claudio Curcio che, proprio nel 1998, nel retrobottega di Infinity di cui era socio con l’amico Dino De Matteo (anche lui purtroppo prematuramente scomparso il 12 ottobre 2017), stava lavorando alla nascita di questo grande evento ormai giunto alla ventesima edizione.
E fu proprio Claudio che chiese a Stefano Mandolese e a Maurizio Nataloni di collaborare per per la rivista MEGAzine come fumettisti per realizzare una striscia mensile che in maniera comica e ironica raccontasse la vita in fumetteria.
Uno fumetto breve, due pagine soltanto, ma molto divertente non solo per chi conosceva i protagonisti e i fatti, ma perchè chiunque bazzicava fumetti poteva trovare aneddoti di vita reale. E così nacque Clerks’n Comics, una divertente narrazione di due commessi (liberamente ispirati a Roberto Russo e Marco Russo) con qualche incursione di altri personaggi di tanto in tanto ispirati anche loro a persone reali (Raffaele De Fazio, Claudio Curcio, Dino De Matteo, Italo Sannino, Maurizio Nataloni) alle prese con i “problemi” quotidiani legati a tutto quello che gira intorno al mondo dei comics.

Il primo numero fu difficile perchè le matite di Stefano dovevano poi essere colorate in digitale da Maurizio ed essendo la loro prima (e purtroppo unica) collaborazione, la scelta di come dare corpo alle tavole non fu semplice. Anche perchè la colorazione doveva essere in bianco e nero e all’epoca, a differenza di oggi, le tavolette grafiche erano una cosa impensabile.

Stefano Mandolese e Maurizio Nataloni- Clerks

Durò un anno quella collaborazione, poi MEGAzine passò ad un alto editore e l’esperienza si concluse con un numero celebrativo che vedeva in copertina, per la prima volta a colori per la gioia di Stefano e Maurizio, tutti i protagonisti rappresentati in una sola tavola:
Italo Sannino in modalità Geko (l’agenzia pubblicitaria che curava la grafica)
Stefano Mandolese con la tavola del fumetto tra le mani
Maurizio Nataloni (all’epoca ancora con i capelli… ) che fuoriesce dal monitor con il mouse tra le mani
Raffaele De Fazio alle prese con il videogioco di Tomb Raider
Roberto Russo in evidente difficoltà con un pacco di comics che non regge il peso
Marco Russo in modalità “facchino”
Claudio Curcio in dubbio su cosa fare

Purtroppo però quel numero non uscì mai in edicola rendendo a tutti gli effetti questa tavola un INEDITO assoluto.

Stefano Mandolese e Maurizio Nataloni- Megazine

Chi lo conosceva bene sa che Stefano non era solo un artista, ma anche un musicista. Un rockettaro che ha fatto di Live to Win, brano dei Motorhead, il suo status. Ironico, allegro, energico, chiunque ha avuto modo di conoscerlo potrà racontarvi una parte di lui.
E con questo mio omaggio, ho voluto raccontarvi una piccola parte di lui. Così che anche chi non ha avuto modo di incontrarlo possa conoscere un tassello della sua vita artistica.

Ci rivedremo, come dicesti nella frase che scrivesti nell’ultimo numero, “Da qualche parte nel tempo, gente!”

 

Stefano Mandolese ci lascia…

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